VASI DI ARGILLA

” Noi abbiamo un tesoro in vasi di argilla” ( 2 Cor 4,7)

Se penso a quanto sono fragili i vasi di argilla, quanto sono facili a rompersi specie se sono costretti a viaggiare con vasi di ferro, come don Abbondio de ” I promessi sposi”, non c’è speranza di arrivare sani e salvi alla meta.
Passiamo la vita a cercare di nascondere le crepe, a rattoppare, riattaccare, mettere insieme le parti rotte cercando con ogni mezzo di nascondere i danni con un sapiente maquillage.
Viviamo disgregati dentro, ma cerchiamo a tutti i costi di salvare l’apparenza fin quando ci riusciamo.
Le industrie cosmetiche fanno affari d’oro oggi più che mai, oggi in cui quello che conta è l’esterno del bicchiere da difendere ed esibire costi quel che costi.
Non posso dire che questa esperienza devastante non mi ha riguardato, anzi.
Ringrazio il Signore perché a Lui ho chiesto il restauro quando mi ha tirato fuori dalle viscere della terra e mi ha trovata a pezzi.
Come un anfora antica con la sua mano sapiente e con il fuoco e la colla dello Spirito ha ritrovato e messo al posto giusto le varie parti, rendendo visibile il disegno originario senza peraltro cancellare i segni delle fratture, le cicatrici che lo rendono come un oggetto antico ancora più prezioso.
Lo voglio ringraziare perché ha ridato valore a ciò che non l’aveva e mi ha restituito alla funzione per cui Lui mi ha creata, quella di distribuire la sua acqua a quanti la chiedono, acqua che continua a fornirmi man mano che mi svuota di me e mi riempio di Lui.
Mi piace pensarmi così, mi piace non sentirmi perfetta ma preziosa ai suoi occhi.
San Paolo dice che abbiamo un tesoro in vasi di creta, chissà perché questa mattina mi sono sentita io preziosa ai suoi occhi, io il suo tesoro.
E’ bello avere un Padre che ti fa sentire tanto importante da lasciarti anche la libertà di usare la sua parola per riflettere su di te lasciandolo in ombra.
Quando sei dentro, quando sei nelle sue braccia, quando senti le sue mani sfiorare e accarezzare le tue parti malate, le tue cicatrici, quando pian piano ti senti portata alla luce e vedi la luce, benedici e ringrazi chi ti ha dato consiglio e continua a dartene, Chi ha sentito il lamento dell’anima sepolto da strati di terra spazzatura e si è fermato e si è corciato le maniche per tirarti fuori dalla tua prigione non può non diventare il tuo tesoro, il tuo amico, alleato più caro, la Persona a cui non bastano tante vite per essergli riconoscente.
La mia gratitudine sale a Dio perché mi ha fatto come un prodigio, una meraviglia ai suoi occhi, con il sangue e l’acqua del suo costato mi ha reso una creatura nuova, creta docile nelle sue mani.
Mi chiedo come sia possibile che mi senta da un lato un vaso antico restaurato con sapienza, di grande valore, e nello stesso tempo argilla morbida nelle Sue mani.
Forte e debole nello stesso tempo purché in me si veda l’opera del Sommo creatore che ogni giorno mi dona la vita.

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” Un solo Dio padre di tutti”.(Ef 4,6)

” Un solo Dio padre di tutti”.(Ef 4,6)
Oggi con un atto di volontà sono andata a messa, ieri si parlava del fuoco, della divisione.
“Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra, ma divisione”.
Certo le parole di Gesù sono destabilizzanti e da un po’ di tempo le recepisce solo la mia testa più che il mio cuore.
Questa cosa mi dispiace molto.
E come se avessi perso l’intimità con Lui.
Anche il vangelo di oggi parla al mio cervello, perché Gesù rimprovera chi non legge i segni dei tempi, quando invece da una nuvola o dal colore del cielo capiamo che tempo farà.
L’invito alla conversione è ribadito.
“Guarda di accordarti con il tuo avversario, prima di presentarti al giudice”.
Mi ha colpito come il il mio messalino abbia interpretato la parola ” avversario “.
A volte siamo noi avversari di noi stessi e dobbiamo riconciliarci, prima che con gli altri, con questo avversario interno che ci fa agire per il la nostra infelicità, che ci schiavizza.
In un passo della Bibbia leggiamo: “Lasciatevi riconciliare da Dio!”
Non noi ma Dio si vuole riconciliare con noi. Ma noi pensiamo di essere troppo cattivi per essere meritevoli della sua misericordia.
Ecco perché quando più pecchiamo, più ci allontaniamo da lui.
Non è un caso che, quando ci comportiamo male consapevolmente, quando cadiamo vittime dei nostri comportamenti sbagliati, diventandone schiavi, evitiamo di guardare in faccia la gente e diventiamo misantropi, a meno di trovare compagni di merende con cui gozzovigliare alla faccia di chi ci vuole male.
Ma una volta rimasti soli, il complesso di colpa ci schiaccia e per non pensare, continuiamo a stordirci di cattive azioni sempre più precipitando nel baratro.
Dio si vuole riconciliare con noi, sta alla finestra ad aspettarci o alla porta in attesa che gli apriamo.
Quando ci decideremo a mostrarci a lui così come siamo?
“Un solo Dio è padre di tutti” è scritto sul calendario liturgico.
Il papà di tutti i papà, come sono solita chiamarlo quando sto con i bambini.
Io ho avuto un padre solo negli ultimissimi anni della sua esistenza, quando ho deciso di prendermi cura di lui.
Solo allora l’ho ritrovato, ci siamo ritrovati.
“Forse mi passa se abbraccio qualcuno” disse Giovanni in piena crisi d’asma.
Forse devo abbracciare Antonietta perché sia possibile l’abbraccio di Dio, il papà di tutti i papà, mio Padre, mio Creatore, mio Salvatore.
Maria tu vedi, tu vigili, tu preghi.
Grazie madre perché le tue mani giunte sono la mia forza.

PADRE

 
“Pregando poi, non sprecate parole ”  (Mt 6,7)
Sta affacciandosi il sole attraverso le nubi.
Il cielo oggi è coperto ma io sono venuta lo stesso al mare perché avevo bisogno di meditare sulla parola “Padre” nel silenzio e nella quiete del mattino, su questa spiaggia, davanti a questo mare, dove tutto mi parla di te.
Avevo bisogno di venire a trovarti qui anche se tu ti sei donato a me nell’Eucaristia, durante la messa.
Don Ermete con le sue riflessioni mi ha aiutato a capire da dove dobbiamo cominciare ogni preghiera, da dove inizia ogni relazione. Tu sei, Io sono.
Ecco quello che ho capito.
Io sono tu che mi fai.
Quando ci avviciniamo alle persone partiamo sempre da noi e dimentichiamo chi abbiamo davanti.
È la nostra inguaribile colpa.
Come possiamo chiedere se non sappiamo chi abbiamo davanti?
Si chiede a chi ci può dare.
Ma se ti chiamiamo Padre non abbiamo bisogno di chiedere nulla, perché un padre sa di cosa abbiamo bisogno e non possiamo dargli consigli.
La preghiera serve a noi non a te.
Che te ne fai di preghiere fatte solo di parole vuote e prive di senso?
Gesù ha recitato questa preghiera tante volte  e ce l’ha insegnata.
Il Padre prima che nostro è suo e Lui è venuto a mostrarci il tuo amore di padre di tutti.
Quando penso a te penso sempre a Gesù e ai tanti Gesù che hai messo sulla mia strada.
Padre Nostro chi potrebbe darti i consigli?
Sia fatta la tua volontà, perché è volontà di bene.
Anche se ci dobbiamo ferire, versare sangue, morire.
Tu non aspetti da noi altro che ti apriamo il cuore per infonderci il tuo Spirito e metterci nel cuore i fratelli.
Padre aumenta la mia fede, liberami dal male, liberami dalla tentazione di cominciare la giornata e ogni progetto, azione ,preghiera da me.
Liberami dalla mia salvezza.

” Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? ” (Dt 4,7)

” Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? ” (Dt 4,7)

Spesso Signore ho pensato che non eri così vicino quando ti invocavo, lo sai.Ma tu conosci il cuore e sai di cosa abbiamo bisogno. Certo che dobbiamo essere preparati ad attendere le tue risposte, a rimanere saldi nella fede perchè tu sei un Dio fedele e non dimentichi i figli che sono usciti da te, che tu hai creato con la parola e con la terra, con lo spirito e con la polvere del suolo.
Ci hai fatti a tua immagine Signore e questo è il sigillo che nessuno può cancellare.
Il tuo sogno, il tuo desiderio di padre è quello che ti somigliamo, ma tu sai che da soli non possiamo farcela.
E poi per somigliarti dobbiamo conoscerti e non basta una vita per smettere di sorprenderci con le tue incursioni, i tuoi rimedi, le tue benedizioni che spesso entrano rompendo i vetri.
Tu sei un Dio fedele, un Dio che continua a benedire anche quando sarebbe il caso di mandarci all’inferno e toglierci di mezzo senza appello, senza aspettare la nostra conversione.
Tu vuoi che collaboriamo con te a realizzare il tuo sogno di somigliarti.
Gli uomini sognano sempre che i figli siano o uguali a loro o migliori, anzi pretendono che lo diventino, per vantarsene ed essere di loro orgogliosi, come se dipendesse tutto dal loro desiderio.
Certo che tu non puoi desiderare qualcosa di irrealizzabile, perchè sei Dio, l’essere perfettissimo, creatore e Signore di tutta la terra.
Se non possiamo creare però ci hai dato la possibilità e la capacità di procreare, di dare vita al mondo attraverso lo spirito e la carne con cui ci hai fatti.
Tu vuoi che a noi si riveli sempre più nitida l’immagine che tu hai messo come sigillo nel nostro cuore, un’immagine che susciti in noi la nostalgia dell’infinito, dell’eterno, incorruttibile bene.
Tu Signore vuoi che non ci facciamo un dio a nostra immagine e somiglianza, che prendiamo coscienza di quanto siamo lontani dalla verità quando ti attribuiamo i nostri pensieri, i nostri pregiudizi, le nostre logiche.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?
Tu vuoi Signore prenderci per mano e ci inviti a fare silenzio e ad ascoltare ciò che tu ci dici attraverso la parola da te ispirata.
E’ bello straordinario questo processo graduale di conoscenza, una scuola la tua che io frequento senza sentirne il peso, come accadeva quando dovevo prendere il famoso lasciapassare per aver assicurato il pane per tutta la vita.
Non mi è mai piaciuto studiare, anzi odiavo farlo, ma l’obiettivo era troppo importante per me che non valesse quel sacrificio.
Oggi tu mi chiami alla scuola dell’amore dove non ci sono compiti imposti, ma solo verifiche di quanto tu abbia ragione a dirigere i nostri passi sulla via della vita. “vi darò un cuore nuovo, vi toglierò il cuore di pietra e i darò un cuore di carne….” le parole su cui oggi voglio meditare e sulle quali pregare, per me, per i miei cari, per tutti quelli che mi hanno preceduto, per tutta la chiesa, per tutto il mondo.
Abbiamo bisogno Signore di te, del tuo cuore di carne, l’immagine che tu ci hai consegnato a cui assomigliare.
Il tuo cuore Signore sia il nostro rifugio, la nostra casa, il tuo cuore si fonda con il nostro, perchè il trapianto del bene sconfigga il male che c’è dentro di noi.
Siamo ancora tanto distanti dalla perfezione! Quanto pecchiamo ancora senza rendercene conto, quanto cammino ancora per vedere riflessa in modo nitido la tua immagine in noi!
Dacci oggi Signore il tuo amore quotidiano, perchè anche noi possiamo amare come tu ci comandi, riempi le nostre piccole brocche di Spirito Santo, perchè possiamo darne a chi ce ne chiede, dilata, rattoppa, trasforma questi contenitori rovinati dall’incuria, dall’ignoranza, dalla pigrizia, dall’ingordigia, dall’egoismo e da tutti i vizi da cui non siamo esenti sì che possiamo diventare canali di bene, di grazia, polle di acqua sorgiva nel deserto delle nostre città delle nostre relazioni parentali, amicali, ecclesiali.
Aiutaci Signore a servirti, perchè la nostra vita non abbia mai fine e viviamo sempre con te che sei nostro Padre, il nostro Creatore e Salvatore.
Di nessuno fa’ che ci facciamo un’immagine precostituita, un simulacro di pietra, imbalsamato.
Insegnaci Signore a vivere accogliendo, ascoltando, accompagnando la crescita di ogni uomo dal seme al frutto. soprattutto aiutaci a farti spazio perchè tu in noi possa crescere e manifestare la tua gloria che è grazia, è benedizione è vita per ognuno e per tutti.
Grazie Signore perchè sei sempre connesso, perchè non dobbiamo pagare per la rete che si estende fino ai confini della terra con un segnale che è potente ed efficace in qualsiasi posto ci troviamo, in una stalla o in una reggia, sulla poltrona del presidente o nell’erba del mio giardino.
Grazie Maria perchè mi garantisci che niente è impossibile a Dio e che fare la sua volontà è solo preparazione alla festa.

Padre Nostro

Quando pregate non sprecate parole…(Mt 6,7)
 
Così comincia il vangelo di oggi. Quante parole inutili Signore ti rivolgiamo, parole che non sortiscono nessun effetto,quante preghiere inascoltate Signore, quante attese sfibranti perchè le cose cambino in meglio e la nostra vita prenda un sentiero normale, dritto, senza troppi pericoli, asperità, ostacoli!
Da anni le mie notti le passo a parlare con te Signore, spesso dimenticando con chi sto parlando e che sarebbe meglio che mi mettessi un po’ da parte per fartici entrare in questo spazio ristretto di meditazione e di preghiera.
Ma tu Signore mi conosci, tu sai, tu vedi, tu accogli e non disprezzi nulla che almeno nelle intenzioni è rivolto a te.
Tu sei il mio unico interlocutore Signore, lo sai, l’unico a cui dò tutta la mia fiducia, che voglio mettere al primo posto, voglio ascoltare per entrare in una comunione sempre più profonda e intima.
Ma le parole sono sempre troppe quelle che dico e le preghiere più riuscite sono quelle che non sono stata in grado di formulare con la bocca, scriverle con una penna, digitarle su una tastiera, preghiere mute, sospiri dell’anima, aneliti di infinito, di acqua, di aria, di vita…
Ogi tu ci insegni come pregare.
Tu vuoi che insieme a te ci rivolgiamo al Padre, tuo, mio, nostro, e con lo stesso affidamento la stessa fede diciamo con te “Sia fatta la tua volontà”
Signore quante volte ho riflettuto su queste parole e le ho pronunciate chiedendoti di desiderare ciò che tu desideri, che la tua volontà diventasse la mia, ma tu lo sai  Signore quanto è difficile.
Ogni volta che sto tanto male mi ripeto come in una litania”Tu sei mio padre, tu sei nostro padre, non posso pensare che ti sei distratto, che ti sei dimenticato di cosa abbiamo bisogno”.
A volte penso a come mi trattava mia madre, che sempre più mi convinco mi abbia preferito agli altri fratelli, dandomi incarichi e incombenze superiori alle mie forze, dandomi fiducia sempre, ma caricandomi le spalle di pesi a volte insostenibili che risparmiava agli altri figli ritenuti più deboli.
Io obbedivo anche per sentirmi accettata, perchè dietro ad ogni comando c’era l’arrangiati che mi spingeva a trovare soluzioni personali e gratificanti.
Solo quando gli anni ci rendono presbiti, facendoci vedere meglio da lontano la linea che unisce i punti della nostra storia, possiamo dire che tu fai bene tutte le cose, continui a farle bene e che noi non dobbiamo avere fretta, ma solo fidarci senza ribellarci.
Così i miei genitori imperfetti mi hanno portato a desiderare la tua perfezione e la tua perfezione mi ha fatto vedere con altri occhi quello che per tanti anni ho criticato, non accettato di loro.
Ti ringrazio Signore perchè ci fai tornare a casa, la casa del papà di tutti i papà, la casa di Gesù e di tutti i tuoi figli, fratelli nella condivisione dell’unico Pane che sei tu Signore mio Dio, che fai piovere sui giusti e sugli ingiusti e ci ami di amore eterno.
Donami Signore pazienza e perseveranza, fede sempre più consapevole e profonda, donami di vivere ogni momento della mia vita come oportunità, come grazia aggiunta per la salvezza di tutti i tuoi figli, nessuno escluso.
Maria non lasciarmi la mano, perchè ho paura quando la via diventa più stretta e dolorosa.