“Ho peccato molto per quello che ho fatto”. ( 2 Sam 24,10)

“Ho peccato molto per quello che ho fatto”. ( 2 Sam 24,10)
Mi ha colpito molto il castigo di Dio piombato sulla casa di Davide, sul suo regno, anche su gente innocente che non si era macchiata del peccato attribuito a Davide, quello di fare un censimento delle sue forze.
Francamente è normale e anche utile sapere ciò che uno ha per poter affrontare le battaglie ordinarie e straordinarie della vita, perchè la strada è irta di ostacoli, di nemici che potrebbero farci morire perchè non abbiamo un’attrezzatura adeguata.
“Armatevi delle armi dela luce, dice San Paolo” e in effetti solo con le armi dello Spirito di Dio, vale a dire la sua alleanza, il suo aiuto possiamo essere certi di uscire vincitori da qualsiasi battaglia.
Questo non significa che non dobbiamo fare i conti con le forze di cui disponiamo ma solo per rendere grazie a Dio di avere quel poco che abbiamo e presentarglielo perchè lo benedica.
Poi il miracolo è normale coneguenza della sua benedizione che diventa anche nostra se vogliamo essere più che vincitori sul male che ci attanaglia.
La verità è che il nostro istinto ci porta a voler tenere tutto sotto controllo, a fare affidamento solo sulle nostre forze perchè ci piace gloriarci di quello che sappiamo e possiamo fare anche quando le cose riguardano Dio e sono quindi cose sue.
Nell’episodio del rifiuto dei compaesani nei riguardi di Gesù vediamo la stessa radice del male che presume di gestire le persone catalogandole, secondo giudizi e pregiudizi prettamente umani e fallaci.
L’uso delle persone purtroppo è una brutta abitudine che abbiamo e per questo più che a guardarle e ad accoglierle come dono le censiamo per il nostro tornaconto personale.
I Nazaretani si meravigliano che il figlio di Giuseppe, del carpentiere faccia quello che Gesù fa e dica cose straordinarie che attraggono le folle.
E’ pazzo, è fuori di sè chi esce fuori dagli schemi.
Il mio pensiero va alla candela che ogni anno il sacerdote ci dà il giorno della Candelora e benedice, dopo averle accese.
Quella candela mi ricorda la bellezza , la grandezza, la forza che mi dà il sapere di essere figlia di Dio , attraverso quella luce che il giorno del Battesimo ci viene consegnata per tutta la vita.