” Siate pronti!” (Lc 12,35)

 
Meditazioni sulla liturgia di
martedì della XXIX settimana del Tempo ordinario
” Siate pronti! … Beati quelli che il padrone troverà svegli, con la cintura ai fianchi e la lucerna accesa “. (Lc 12 35-37)
Svegli, pronti ad accogliere l’improvvisa incursione dello Spirito, che a volte non è proprio ciò che desideriamo, ci aspettiamo.
Perché l’essere pronti del Vangelo si riferisce a qualsiasi cambiamento di programma, delusioni, crollo delle certezze, malattie, morte, abbandoni, tradimenti, eccetera.
Essere pronti a tutto, perché il Signore si manifesti quando usciamo dallo scontato, dalle nostre previsioni, dalla logica dei nostri ragionamenti, dalla giustizia del mondo.
Voi chi dite che io sia?
Quando ti muore un figlio, quando ti tradisce l’amico più caro, quando perdi tutti i tuoi averi.
Voi chi dite che io sia?
Quando sulla nostra casa si abbatte l’uragano, quando il vento soffia tanto forte da scoperchiarne il tetto e la fa traballare, la casa che vi siete costruiti con anni di sacrifici, di pazienza, di rinunce.
Voi chi dite che io sia?
Dio  è in ciò che ci manca.
E’ allora che devi rispondere chi è Gesù per te.
Non quando tutto fila liscio e hai il pane e il tetto assicurato, i figli sistemati e un gruzzoletto in banca per affrontare la vecchiaia.
In genere le catastrofi accadono quando non siamo pronti.
Quando siamo seduti sulle nostre sicurezze, desideriamo riposarci, è umano, specie se la nostra vita è un susseguirsi di eventi che mettono alla prova la tua resistenza, che la tua fede traballi nell’incapacità di ripetere il “Fiat” all’infinito.
C’è un momento in cui desideri una tregua, poterti mettere disteso e non pensare a niente o pensare solo a te stesso…
Giovanni mi ha chiesto perché non mi faccio un po’ di più i fatti miei, perché non penso a me stessa.
Gli avrei voluto rispondere che mi annoierei da morire a parlare del dolore che mi perseguita, del combattimento quotidiano con il limite del corpo che ogni giorno si mostra in modo nuovo o uguale, a seconda dei casi.
Il dolore mi fa stare pronta a difendermi dall’ennesimo attacco del nemico, perché nei momenti di dolore e di sofferenza il mio pensiero va a Dio, cerco la connessione con Lui e con tutta la corte celeste.
Chiamo in soccorso Maria e con la mano stretta alla sua cerco di non soccombere all’attacco del male.
Ma quando ho un po’ di tregua, o quando posso evadere, uscire fuori da me stessa, lasciare che il corpo urli, che il bambino malato rivendichi le attenzioni dovute, allora mi riempio di veleno, di cibo e di cose perlopiù inutili e abbasso la vigilanza.
“Siate pronti con la cintura ai fianchi e le lampade accese, perché non sapete quando arriva il padrone.”
Mi colpisce il fatto che Dio, se trova pronti i suoi servi, si mette a servirli.
È un’esperienza che ho fatto quella che da un male nasce sempre un bene.
È il servizio di Dio.
Se il chicco di grano non muore, non porta frutto.
Così pian piano sto imparando a vivere camminando sui carboni ardenti o sull’acqua, a seconda dei casi.
Sto imparando a non sentirmi mai arrivata, brava, buona, ok.
Sto imparando che per Dio, mio Padre e Creatore, io sono sempre ok perché sono sua figlia e lui mi ama di amore eterno.
So che non si stanca, non si addormenta il mio custode.
Continuamente mi plasma, e sento le sue dita sfiorare il mio corpo che diventa sempre più  creta molle e duttile nelle sue mani.
È bello sentirsi continuamente rinnovati dalla sua mano che sfiora delicatamente questo vaso, dandogli la forma desiderata.
Sia fatta la tua volontà, mi sento di dire con convinzione sempre più grande.
Perché la storia mi ha aperto gli occhi sul fatto che il volere non è potere.
Voglio essere pronta alle sue incursioni, imparare ad andare sulle montagne russe che da piccola mi fecero tanta paura e dalle quali volli scendere il più presto possibile.
A Giovanni piacciono le montagne russe, le sensazioni estreme, Giovanni non ha paura di bruschi cambiamenti di rotta, del pericolo, perché è piccolo e si ferma solo all’emozione che la sfida gli procura.
Io oggi come allora non vorrei salire sulle montagne russe, perché continuo a temere il pericolo, perché non mi fido dell’uomo.
Ma se servisse per salvare qualcuno, vi salirei sicuramente, perché so che Lui è con me.
Io non vivo aspettando lo sposo, ma vivo con lo sposo che è in me.
Ormai è Lui che che mi tiene sveglia, che mi serve, ora che sono diventata la sua regina, la regina del suo re.
Come potersi addormentare, quando hai vicino la fonte della vita?
La sua  fragranza, il suo gorgogliare puro dalle fenditure della roccia, la sua limpidezza, non possono non attrarti, specie se la sete è di secoli, specie se quell’acqua è l’unica che ti tiene in vita.
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Vigilanza

“Venite, vegliate vestiti di sacco, ministri di Dio”(Gl 1,13)
La Parola di oggi ci invita a stare svegli, ad essere vigili e attenti perchè Il nemico le studia tutte per impadronirsi della nostra casa.
Il nostro problema sta nel fatto che non vogliamo che il diavolo vi entri e ci tormenti e ci schiavizzi, che il male imperversi sì da renderci la vita impossibile, ma dall’altra non permettiamo al Signore di entrare e di diventare Lui il nostro difensore, permettendogli di abitare Lui nella nostra casa.
La verità sta nel fatto che non vogliamo essere sotto nessun padrone e vorremmo decidere da soli ciò che ci piace fare senza intrusioni di sorta.
Vogliamo vivere liberi da qualsiasi condizionamento, in modo autonomo, egoistico, separati da tutti, isolati dal male, non contaminati da nulla .
Insomma vorremmo tenere la nostra casa pulita senza la fatica di pulirla ogni giorno e non permettendo a nessuno di entrarvi e di viverci.
Certo che abbiamo delle belle pretese, da noi si dice ” la botte piena e la moglie ubriaca”
Quanti cristiani vivono con il piede in due staffe, non volendo compromettere la propria vita con una scelta radicale!
Io, anche se mi ci metto d’impegno, mi ritrovo sempre a confessare lo stesso peccato di tradimento, idolatria, di mancanza di coraggio a denunciare il male o ad oppormici, o a chiudere gli occhi davanti a ciò che offende il Signore, per paura, per pigrizia, per distrazione, per quieto vivere.
Questa mattina mentre meditavo imisteri dolorosi ho pensato al tradimento di Giuda. Quante volte io ho tradito il Signore, non mettendolo al primo posto, non permettendogli di abitare nella mia casa?
E poi ho pensato al sonno di quei discepoli fidati che Gesù aveva chiamato nell’orto degli ulivi perchè si unissero alla sua preghiera e non lo lasciassero solo in un momento di grande prostrazione e tentazione.
“Vegliate e pregate” dice il Signore e questo non è avvenuto per Pietro Giacomo e Giovanni che pure erano stati scelti per assistere alla trasfigurazione di Gesù, a fare esperienza di ciò che azzerava ogni tipo di previsione funesta.
Non ci riuscirono a stare svegli i più intimi amici e lo lasciarono solo.
Quante volte lasciamo sole le persone negando loro anche solo uno sguardo di misericordia, un gesto di tenerezza, il dono di un frammento del nostro tempo vissuto in modo convulso!
Abbiamo sempre tante cose da fare da pensare, cose che ci distolgono dal pensare ai bisogni degli altri, dei piccoli di Dio.
In questi ultimi giorni ho fatto esperienza di quanto il tempo si dilati se lo si vive nella grazia del Signore.
Solo due giorni fa volevo frantumare il cielo, mandare all’aria i buoni propositi con tutto ciò che alimenta le mie giornate.
Mi sentivo braccata da ogni parte nel fisico negli affetti e nei beni materiali colpita come accade durante un bombardamento mirato o uno tsunami.
Si era rotto anche il pc definitivamente, olte tutto il resto.
Volevo, volevo, volevo, non so cosa volevo ma sicuramente un urlo al cielo compresso ce l’avevo da indirizzare, sperando di svegliare Dio che non ascoltava la mia preghiera.
Avrei voluto urlare BASTAAAAAAAAAAAA!!! ma le ruote della macchina mi hanno portato in un confessionale dove c’era ad aspettarmi il Signore che attraverso padre Carlo mi ha accolto e rassicurata, mi ha dato la pace e riacceso la speranza.
Ho capito chi voleva esasperarmi e da lì ho ricominciato il cammino riprendendo in mano la candela del battesimo e con la piccola luce che da essa si sprigionava ho cercato di fare un passo alla volta ringraziando per quel passo e non preoccupandomi del successivo. Era ancora tutto buio ma io avevo riacceso alla luce di Cristo quello strumento indispensabile per non impazzire di paura e per orientarmi in un paese pieno di macerie.
Ho visto altre luci che si accendevano e tutta la casa si è illuminata…..

Tenetevi pronti

“Tenetevi pronti” (Mt 24,44).
O Dio tu sei il mio Dio all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia… Nel mio giaciglio di te mi ricordo… esulto all’ombra delle tue ali…
Signore grazie, grazie per il dono della fede, grazie per il dono della Parola, attraverso la quale tu continui a mandarmi messaggi di pace, di amore, di gioia piena.
Sul monte Sion sarà allestito un banchetto di grasse vivande dove affluiranno il mosto e l’olio e tutti i popoli della terra.
Lì Signore ci incontreremo tutti e faremo festa con te, che fai discendere il cielo, lo pieghi alla nostra altezza sì che tu ci possa abitare.
Grazie dell’amore che tu stai seminando nel mio cuore, che stai alimentando in modo costante e misterioso, grazie per tutto ciò che oggi mi hai portato a disprezzare e per ciò che mi hai insegnato a scegliere, ad amare, ad anteporre a tutto.
Grazie perché in questo esilio tu non mi hai abbandonata, non mi hai detto “arrangiati!”, come mi diceva mia madre, ma mi hai mostrato la tua provvidenza.
Sei tu il Dio con noi che cammini nella storia e diventi storia e fai bella la nostra storia, la trasformi in storia sacra, storia di salvezza.
Signore non sapevo quando ti ho incontrato che sarei arrivata a tanto non per i miei meriti ma per tua grazia, non sapevo cosa mi aspettava quando ho aperto la porta nascosta del mio tugurio, non sapevo dove mi avresti portato, ma mi sono fidata.
Chiunque affamato, assetato, ignudo, perseguitato, offeso, messo a morte, non può non riconoscersi in te Signore che tutte queste cose le hai vissute sulla tua pelle per tua scelta.
Io non ho scelto nulla delle cose che oggi mi affliggono: la malattia, il dolore, la persecuzione, l’emarginazione, la solitudine, l’abbandono degli amici, l’impotenza, la vecchiaia…
Invece tu l’hai fatto e io voglio guardare a te, senza ribellarmi, ma soprattutto senza disorientarmi e spaventarmi.
Voglio avere gli occhi fissi a te, Signore, perché “se il chicco di grano non muore non porta frutto”
Dicevo che io non ho scelto ciò che oggi sto vivendo non senza angoscia, quando ti sento lontano, quando i miei sensi sono disturbati dai morsi dei nemici, dal morso del peccato.
Non so quanta strada dovrò ancora fare, ma so che alla fine sarai lì ad aspettarmi e mi abbraccerai e mi donerai l’anello e ucciderai vitello grasso e farai un grande banchetto in mio onore.
“Siete pronti!” È l’invito che oggi ci fai.
Signore sono in cammino e tu lo sai quanto sono lontana dalla perfezione.
Sto cercando di alleggerire il mio bagaglio, sto cercando di liberarmi di tutte le catene che mi separano da te e che rallentano la marcia.
A volte mi demoralizzo, quando una zampata mi riporta indietro ed è come se annullasse anni di sequela.
Ma tu Signore mi riprendi, mi sollevi alla tua altezza, mi fai volare così che poi supero quei guadi di morte e mi accorgo che ho accorciato la distanza che mi separa da te.
Continua Signore a vigilare sul mio cammino.
Con Maria vengo a te, unico mio vero Bene
 

Vigilanza

Meditazioni sulla liturgia di mercoledì 
della seconda settimana di Pasqua
” Siate sobri, vegliate” ( 1 Pt 5, 8)
“Il vostro nemico, il diavolo,come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.
La vita del cristiano è tutt’altro che semplice.
Don Gino, all’inizio di questo cammino mi aveva avvertito, diffidandomi dal pregare troppo, perchè il demonio attacca chi non gli appartiene.
Allora non capii, ma oggi posso dire con tutta sincerità che, se noi siamo del mondo apparteniamo al mondo e non dobbiamo temere i suoi attacchi, ma se siamo di Dio, la nostra vita è segnata dalla lotta con il serpente, una continua agonia per conquistare il trofeo della grazia.
Certo che questo non è un argomento convincente per la maggior parte delle persone che non guardano al di là del proprio naso e cercano la soddisfazione della carne qui su questa terra, perchè il dopo dicono che non gli interessa.
Anche io pensavo che era importante trovare una formula, una ricetta, una religione, una filosofia che mi garantisse qui su questa terra la vita buona, la serenità e la pace.
Non ho mai pensato che questa vita potesse trasformarsi in una serie di successi e di appagamenti dell’io senza sbocchi duraturi, anzi, proprio perchè avevo notato che c’erano eventi imponderabili a cui dovevamo fare fronte, era necessario trovare il modo come affrontarli senza morire.
Cercavo qualcosa che mi togliesse l’ansia e la paura e mi desse pace e serenità nella bufera.
Ringrazio Dio che non si è stancato di aspettare per consegnarmi il dono che aveva in serbo per me.
Il dono mi si è trasformato strada facendo, man mano che le esperienze della vita mi hanno fatto sperimentare la verità e l’efficacia del Vangelo.
Giovanni, il mio nipotino, continua a chiamare magia ciò che gratuitamente gli viene dato, e non si è meritato per le sue buone azioni.
Paradossalmente i più perseguitati, i più tribolati sono proprio i difensori della fede, gli annunciatori della buona novella.
Sappiamo infatti quale fu la vita dei santi, la sorte dei martiri.
Niente che possa attrarre. Eppure io sono certa che questa è l’unica scala che porta in paradiso.
La vita è diventata sempre più difficile, avara di gioie, di soddisfazioni umane, la lotta infuria e io mi sento attaccata da tutte le parti.
Ma il mio aiuto è nel Signore, egli mi ha liberato.Ogni giorno dal cielo fa scendere l’arcobaleno, rinnovando l’alleanza con il suo consacrato.
Io benedico il Signore che tiene salde le mie ginocchia e mi fa avanzare sulle alture senza paura…
Non inciampa il mio piede, non potrò vacillare.
La sua è una roccia eterna, su di essa ho costruito la mia casa.
Andate via ingannatori e violenti, state lontano serpenti velenosi e belve affamate, qui c’è Dio, il Signore che mi ha preso tra le sue braccia e mi ha sottratto alla grinfie dei miei persecutori.
Mi ha portato in terra piana, mi ha fatto pascolare su prati erbosi, mi ha dato un luogo di delizie dove poter riposare.
Benedici il Signore anima mia, quanto è in me benedica il suo nome, benedici il Signore anima mia non dimenticare tanti suoi benefici.” Siate sobri, vegliate” ( 1 Pt 5, 8)
“Il vostro nemico, il diavolo,come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.
La vita del cristiano è tutt’altro che semplice.
Don Gino, all’inizio di questo cammino mi aveva avvertito, diffidandonmi dal pregare troppo, perchè il demonio attacca chi non gli appartiene.
Allora non capii, ma oggi posso dire con tutta sincerità che, se noi siamo del mondo apparteniamo al mondo e non dobbiamo temere i suoi attacchi, ma se siamo di Dio, la nostra vita è segnata dalla lotta con il serpente, una continua agonia per conquistare il trofeo della grazia.
Certo che questo non è un argomento convincente per la maggior parte delle persone che non guardano al di là del proprio naso e cercano la soddisfazione della carne qui su questa terra, perchè il dopo dicono che non gli interessa.
Anche io pensavo che era importante trovare una formula, una ricetta, una religione, una filosofia che mi garantisse qui su questa terra la vita buona, la serenità e la pace.
Non ho mai pensato che questa vita potesse trasformarsi in una serie di successi e di appagamenti dell’io senza sbocchi duraturi, anzi, proprio perchè avevo notato che c’erano eventi imponderabili a cui dovevamo fare fronte, era necessario trovare il modo come affrontarli senza morire.
Cercavo qualcosa che mi togliesse l’ansia e la paura e mi desse pace e serenità nella bufera.
Ringrazio Dio che non si è stancato di aspettare per consegnarmi il dono che aveva in serbo per me.
Il dono mi si è trasformato strada facendo, man mano che le esperienze della vita mi hanno fatto sperimentare la verità e l’efficacia del Vangelo.
Giovanni, il mio nipotino, continua a chiamare magia ciò che gratuitamente gli viene dato, e non si è meritato per le sue buone azioni.
Paradossalmente i più perseguitati, i più tribolati sono proprio i difensori della fede, gli annunciatori della buona novella.
Sappiamo infatti quale fu la vita dei santi, la sorte dei martiri.
Niente che possa attrarre. Eppure io sono certa che questa è l’unica scala che porta in paradiso.
La vita è diventata sempre più difficile, avara di gioie, di soddisfazioni umane, la lotta infuria e io mi sento attaccata da tutte le parti.
Ma il mio aiuto è nel Signore, egli mi ha liberato.Ogni giorno dal cielo fa scendere l’arcobaleno, rinnovando l’alleanza con il suo consacrato.
Io benedico il Signore che tiene salde le mie ginocchia e mi fa avanzare sulle alture senza paura…
Non inciampa il mio piede, non potrò vacillare.
La sua è una roccia eterna, su di essa ho costruito la mia casa.
Andate via ingannatori e violenti, state lontano serpenti velenosi e belve affamate, qui c’è Dio, il Signore che mi ha preso tra le sue braccia e mi ha sottratto alla grinfie dei miei persecutori.
Mi ha portato in terra piana, mi ha fatto pascolare su prati erbosi, mi ha dato un luogo di delizie dove poter riposare.
Benedici il Signore anima mia, quanto è in me benedica il suo nome, benedici il Signore anima mia non dimenticare tanti suoi benefici.