Il messaggio

 

 

 

 

 

 

Il messaggio affidato ad un pugno di terra, legati insieme dall’acqua e dal fuoco, non turba ma rassicura.

Con questi elementi semplici e primordiali l’uomo ha costruito la sua storia, con gli stessi Alfea si propone di indicare la strada a Franco e Monia per costruire la loro.

La finestra che al centro campeggia, apre il varco alla vita futura.

Una brezza leggera solleva i drappeggi delle tende scostate.

Oltre il varco il mare s’increspa, arricciando le onde da un lato; ma quel giglio può affondarvi la chioma senza perdere la sua compostezza.

Per affrontare quel mare che s’intravede, per godere della nuova avventura, per arrivare al porto sicuro, senza che un’onda più alta fiacchi la lena e sottragga il vigore, c’è bisogno di essere uniti (il nodo), c’è bisogno di purezza d’intenti, c’è bisogno di onestà e pulizia (il giglio), ma soprattutto non deve mancare una dose abbondante di quel vino, che gli sposi di Cana conobbero bene (l’uva), perché dura fino alla fine e non cambia mai di sapore.


Questo piccolo bassorilievo, nella compostezza delle forme fluttuanti e armoniose, nella naturalezza del colore del cotto, nella silenziosa e disarmata parola che penetra nel profondo dell’anima, dice agli sposi che non è poi così difficile la traversata, se nella bisaccia hanno messo un giglio, un nodo, un grappolo d’uva.

Con queste parole abbiamo accompagnato il piccolo dono fatto agli invitati alla festa di nozze di nostro figlio.

foto:antonietta

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