Braccia e ricostruzione

 

Gesù è risorto! Alleluia!

Avrei potuto postare un’altra immagine, scegliendola tra quelle più appropriate per un evento siffatto.

Ma dal luogo che ho lasciato per qualche giorno, l’Abruzzo, ho portato con me queste braccia, che mi sembrano le più adatte per cercare la vita tra le macerie.

Don Tonino Bello ha detto che la Pasqua è la festa dei terremoti, dei macigni rotolati.

Ognuno, dopo una settimana di passione, come quella che la maggior parte degli abbruzzesi ha sperimentato e vissuto, deve fare i conti con ciò che ha seppellito o scoperto il terremoto.

Le donne, come anche Pietro, pensano che il corpo di Gesù sia stato trafugato, quando arrivano sul posto.

Solo Giovanni, " vide e credette".

Giovanni, "il discepolo che Gesù amava", la dice lunga sulla capacità del giovane di percepire fino in fondo l’amore appassionato e fedele del Maestro.
Egli vide la stessa scena e non ebbe dubbi.

Non aveva mai avuto dubbi sul suo amore.

Non lo aveva mai perso di vista, specie quando Gesù s’ inerpicò faticosamente sulla strada che porta al Calvario.

Il peso delle braccia di legno, a cui dovevano essere inchiodate le sue… il suo abbraccio eterno, infinito non potè dimenticarlo, neanche quando emise l’ultimo respiro.

Le braccia di Aronne sostennero quelle di Mosè, finchè i nemici non furono completamente sconfitti.

Le braccia della croce continuano a sostenere quelle del Crocifisso, perchè chiunque vi si rifugi, ritrovi una casa.

Gesù non ha smesso di portare assi per dare stabili dimore agli uomini.

L’augurio a tutti è quello di poter partecipare all’opera di ricostruzione, caricandoci sulle spalle l’asse giusto.