Ultimissime

Matteo 24,4-13
 «Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno.  Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine.  Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi;  ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori.  Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome.  Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti;  per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà.  Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.

 

 

30 giugno
Santi Primi martiri della santa Chiesa di Roma

 

Se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera.

Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose.

Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Ti lodiamo, ti benediciamo e ti ringraziamo Signore perchè continui a combattere per noi e con noi.
GRAZIE

"Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente"

Mt 16,13-19
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Per capire l’azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico.
Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe.
Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea.
Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un’opera satanica, e perciò la grotta era considerata l’ingresso del regno di Satana: l’inferno.
Ci si aspettava che, un giorno o l’altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego.
In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un’altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio.

(tratto da LaChiesa:liturgia del giorno)

 

Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Sal 136

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Obbedienza


Rendimi, Signore mio Dio,
obbediente senza ripugnanza,
povero senza rammarico, casto senza presunzione,
paziente senza mormorazione, umile senza finzione,
giocondo senza dissipazione, austero senza tristezza,
prudente senza fastidio, pronto senza vanità,
timoroso senza sfiducia, veritiero senza doppiezza,
benefico senza arroganza,
così che io senza superbia corregga i miei fratelli
e senza simulazione li edifichi con la parola e con l'esempio.
Donami, o Signore, un cuore vigile
che nessun pensiero facile allontani da te,
un cuore nob
ile che nessun attaccamento ambiguo degradi,
un cuore retto che nessuna intenzione equivoca possa sviare,
un cuore fermo che resista ad ogni avversità,
un cuore libero che nessuna violenza possa soggiogare.
Concedimi, Signore mio Dio,
un'intelligenza che ti conosca,
una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda con fiducia,
una fiducia che, alla fine, ti possegga.

(San Tommaso d'Aquino)

 

Il sorriso

Quando ieri Giovanni è venuto a casa mia era tutto eccitato, al pensiero che avremmo insieme  inventato un'altra favola per bambini, come era successo l'ultima volta che il brutto tempo gli aveva  impedito di giocare all'aria aperta.
Gli ho promesso che l'avrei pubblicata e le promesse ai bambini sono sacre.
Poichè ci siamo divertiti molto vogliamo comunicarvi la gioia di aver  trovarto gli scintillanti nonostante il cielo nero e la pioggia battente.


ll  sorriso

C'era una volta un bambino che si chiamava Giampaolo.
Giampaolo era appassionato delle band del rock e per questo, voleva diventare un musicista.
Gli piaceva tanto la chitarra elettrica perchè lo faceva emozionare, anche se suonare la batteria era la sua più grande aspirazione.
Decise quindi di chiedere alla mamma se poteva andare a scuola di musica.
La mamma gli rispose :”Sei ancora piccolo! Non puoi andare così presto a scuola di musica: hai solo quattro anni!”.
Giampaolo si rattristò molto perchè voleva proprio andare ad imparare la musica, ma principalmente non vedeva l'ora di suonare la batteria o la chitarra elettrica.
Dello studio avrebbe fatto volentieri a meno.
Passarono gli anni che in verità furono solo due; ma a Giampaolo parvero un'eternità.
Avrebbe voluto diventare subito grande e fare il suo ingresso trionfale nelle sospirata scuola di musica.
A otto anni Gianpaolo chiese di nuovo alla mamma quanto doveva aspettare ancora.
La mamma rispose:”Non lo so!Chiedo domani alla scuola di cui mi hanno parlato bene: Ripsonen è il nome.”
“Evviva!Finalmente!”Esclamò Gianpaolo entusiasta.
Il giorno dopo Luciana, così si chiamava la mamma, andò alla scuola Ripsonen e chiese prima di tutto a che età prendevano i bambini e chiese il costo delle lezioni.
Giampaolo aveva l'età giusta per cominciare, ma purtroppo il prezzo era molto alto:45 euro al mese.
La mamma uscì disperata. Come avrebbe potuto fare per soddisfare il desiderio del suo piccolo?
Un giorno mentre camminava per una strada solitaria si trovò sopra una collina.
Trovò un sasso un po' più alto, vi si sedette e con le mani giunte si mise a pregare.
Perchè proprio lì?
Perchè in quel luogo c'era un profondo silenzio.
Così si rivolse al Signore :” Mio Dio, tu lo sai quanto Giampaolo desidera andare alla scuola di musica, ma sai anche che noi non possiamo permettercelo. I soldi sono pochi e bastano a malapena a sopravvivere.
Confido nel tuo aiuto, perchè Giampaolo possa sorridere ed essere contento”
Tornata a casa si sdraiò sul letto e si addormentò.
Era notte fonda e le stelle brillavano nel cielo. C'era anche la luna che faceva loro compagnia.
In questa bella notte Luciana sognò un sorriso dipinto nel cielo, accanto alle stelle scintillanti.
Era proprio una bella notizia! Valeva la pena alzarsi e mettersi a ballare per la gioia.
Ma come si sarebbe potuta accendere la luce negli occhi del suo piccolo aspirante musicista?
Driin..driinn..il postino!
“C'è una bella notizia per lei!”
“Per me? “Disse Luciana che era abituata a ricevere solo bollette da pagare.
I suoi occhi si posarono su una busta azzurra con un grande cuore rosso disegnato al centro dove c'era l'indirizzo.
“Sì signora, c'è da firmare.”
Prese la penna che gli porgeva il postino e con mano tremante scrisse il suo nome.
Il cuore le batteva forte.
Era forse una risposta alla sua accorata preghiera?
Aprì la busta e …..
Si era dimenticata di aver partecipato mesi addietro ad un concorso letterario. Le era sempre piaciuto scrivere.
Accompagnato da una lettera di congratulazioni c'era un assegno di 500 euro.
Con una lettera d'amore al suo bambino aveva vinto il primo premio!
L'aveva scritta dopo aver fatto quella preghiera a Dio sulla collina.

 

 

Autostrade e mulattiere

Discorsi….

Con una mia amica stavamo riflettendo sul fatto che gli uomini, i nostri uomini fedeli, nei momenti più importanti della nostra vita comune ci lasciano sole.
E dire che sono bravi, buoni, premurosi, affidabili. Basta che gli dici cosa devono fare, lo fanno, ma per spostarsi, usano solo ed esclusivamente l'autostrada.
Se invece il problema è su una mulattiera, fatti nostri.
Il Padreterno perciò ci ha messi insieme: perchè consultassimo sempre entrambe le cartine.

 

                                      UOMO                                                                         

DONNA

Fa' che io veda

Mt 6,24-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

 


Dio, bellezza infinita, tu hai sparso lo splendore della tua bellezza sui fiori, nelle stelle, nel gioco di colori della natura, sul volto e l'aspetto degli uomini.
Tu ci hai dato gli occhi per percepire questo tuo splendore tramite la creazione e la comprensione della bellezza e dell'arte umana. Tu ci hai pure dato la facoltà per poter risalire da essi verso Te.
Dio, bellezza infinita, donaci gli occhi dello Spirito Santo per poterti riconoscere in tutto quanto vi è di bello nel creato.
(August Berz)