Tenetevi pronti

“Tenetevi pronti” (Mt 24,44).
O Dio tu sei il mio Dio all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia… Nel mio giaciglio di te mi ricordo… esulto all’ombra delle tue ali…
Signore grazie, grazie per il dono della fede, grazie per il dono della Parola, attraverso la quale tu continui a mandarmi messaggi di pace, di amore, di gioia piena.
Sul monte Sion sarà allestito un banchetto di grasse vivande dove affluiranno il mosto e l’olio e tutti i popoli della terra.
Lì Signore ci incontreremo tutti e faremo festa con te, che fai discendere il cielo, lo pieghi alla nostra altezza sì che tu ci possa abitare.
Grazie dell’amore che tu stai seminando nel mio cuore, che stai alimentando in modo costante e misterioso, grazie per tutto ciò che oggi mi hai portato a disprezzare e per ciò che mi hai insegnato a scegliere, ad amare, ad anteporre a tutto.
Grazie perché in questo esilio tu non mi hai abbandonata, non mi hai detto “arrangiati!”, come mi diceva mia madre, ma mi hai mostrato la tua provvidenza.
Sei tu il Dio con noi che cammini nella storia e diventi storia e fai bella la nostra storia, la trasformi in storia sacra, storia di salvezza.
Signore non sapevo quando ti ho incontrato che sarei arrivata a tanto non per i miei meriti ma per tua grazia, non sapevo cosa mi aspettava quando ho aperto la porta nascosta del mio tugurio, non sapevo dove mi avresti portato, ma mi sono fidata.
Chiunque affamato, assetato, ignudo, perseguitato, offeso, messo a morte, non può non riconoscersi in te Signore che tutte queste cose le hai vissute sulla tua pelle per tua scelta.
Io non ho scelto nulla delle cose che oggi mi affliggono: la malattia, il dolore, la persecuzione, l’emarginazione, la solitudine, l’abbandono degli amici, l’impotenza, la vecchiaia…
Invece tu l’hai fatto e io voglio guardare a te, senza ribellarmi, ma soprattutto senza disorientarmi e spaventarmi.
Voglio avere gli occhi fissi a te, Signore, perché “se il chicco di grano non muore non porta frutto”
Dicevo che io non ho scelto ciò che oggi sto vivendo non senza angoscia, quando ti sento lontano, quando i miei sensi sono disturbati dai morsi dei nemici, dal morso del peccato.
Non so quanta strada dovrò ancora fare, ma so che alla fine sarai lì ad aspettarmi e mi abbraccerai e mi donerai l’anello e ucciderai vitello grasso e farai un grande banchetto in mio onore.
“Siete pronti!” È l’invito che oggi ci fai.
Signore sono in cammino e tu lo sai quanto sono lontana dalla perfezione.
Sto cercando di alleggerire il mio bagaglio, sto cercando di liberarmi di tutte le catene che mi separano da te e che rallentano la marcia.
A volte mi demoralizzo, quando una zampata mi riporta indietro ed è come se annullasse anni di sequela.
Ma tu Signore mi riprendi, mi sollevi alla tua altezza, mi fai volare così che poi supero quei guadi di morte e mi accorgo che ho accorciato la distanza che mi separa da te.
Continua Signore a vigilare sul mio cammino.
Con Maria vengo a te, unico mio vero Bene
 
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