Certezze

 

aaa76-il2bgioco2bdell2527oca2b2b3

“Non sapete quale sarà domani la vostra vita”( Gc 4,14)

Certo che non lo sappiamo, anche se presumiamo di saperlo e pianifichiamo le cose sì da poter controllare tutto, controllando e misurando costi e benefici, rischi e vantaggi, come se tutto dipendesse da noi.
Non ci sfiora l’idea che non è così, anzi a volte capita che pur avendo operato con le migliori intenzioni, constatiamo il nostro fallimento che un evento imponderabile, inaspettato ha provocato.
Diamo sempre la colpa agli altri di ciò che impedisce che i nostri progetti si realizzino e quando non abbiamo persone fisiche con cui prendercela Dio diventa il nostro bersaglio.
“Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?” dice Giobbe, uomo integro e giusto che mai mise in discussione l’operato di Dio.
Ci costruiamo un Dio a nostra immagine e somiglianza e lo incapsuliamo con un etichetta e pretendiamo che si comporti come vorremmo noi, seguendo le nostre logiche, usando i nostri strumenti.
Simon Pietro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro, pensando così di difendere Gesù.
Ma Gesù lo redarguisce perché non basta volere il bene, per fare il bene.
Gli strumenti che usiamo fanno la differenza.
Il fine non giustifica i mezzi. Questo vuol dirci il vangelo di oggi.
Ci sono persone che per essere liberati dai mali fanno ricorso a cartomanti, magari, stregonerie di ogni genere che niente hanno a che fare con la fede.
A volte l’effimera vittoria è esibita come un trofeo e come garanzia della bontà del rimedio.
Per molto tempo ho attribuito a me stessa, alla mia bravura, alla mia capacità di scegliere il meglio il merito di essere curata da persone di prestigio, di uscire fuori da situazioni difficili e ho constatato come le vittorie fossero effimere, vittorie di Pirro, che hanno lasciato il segno sulla mia autoreferenza.
La cosa che più mi sconcerta è che non me ne sono resa conto se non quando la vita mi ha messo in mano un pugno di mosche e tanta solitudine, angoscia, disperazione, silenzio.
Ringrazio Dio che mi ha fatto toccare il fondo, mi ha svuotato per riempirmi della sua grazia.
E’ quando non hai niente in mano che porti Dio nella sua interezza,
Do Gino 20 anni fa mi disse che Dio mi aveva fatto girare” tonno, tonno (intorno, intorno)” ed è vero.
” Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati…”
Oggi non c’è nulla che io dia per scontato, nulla che io faccia senza presentarla al Signore, nulla che non sia nel Suo nome.
Almeno ci provo.
Sono certa che se un progetto non mi riesce è perché il Suo è perfetto e mi devo lasciare guidare da Lui, a Lui affidare la mia causa e quella delle persone di cui mi faccio carico, e mi devo fidare.
Nel suo nome oggi partiremo alla volta di Roma per una visita specialistica. Non saremo soli. Con noi porteremo una giovane mamma che sta molto male a cui i tagli alla sanità e la durezza del cuore hanno precluso qualsiasi percorso di cura e di guarigione.
Non saremo soli perché Lui è con noi, e il medico a cui ci rivolgeremo è strumento di Dio.
Chiediamo preghiere per essere accompagnati in questa eucaristia.

Annunci